ALIMENTAZIONE RICCA DI GRASSI E RISCHIO CARDIOVASCOLARE
E' necessario ricordare che dal momento che tutti i grassi forniscono un elevato apporto energetico, una quantità eccessiva può portare ad un aumento del peso corporeo e della percentuale di massa adiposa. Alcuni studi dimostrano che, per quantità elevate di grassi, al di sopra del 37% delle calorie totali, si perdono alcuni degli effetti benefici indotti dagli acidi grassi insaturi, particolarmente monoinsaturi, per esempio sulla pressione arteriosa e sulla sensibilità insulinica.
Un elevato consumo di grassi saturi si associa ad un aumento della mortalità cardiovascolare. Diete ricche in acidi grassi saturi determinano effetti negativi su molti fattori di rischio cardiovascolare (colesterolo LDL, insulino- resistenza, pressione arteriosa, fattori trombotici).
Gli acidi grassi trans, prodotti del trattamento industriale degli acidi grassi insaturi presenti in alcuni tipi di margarine (in particolare quelle dure) e nei prodotti industriali da forno e fritti, aumentano il colesterolo legato alle LDL e riducono quello legato alle HDL.
L'apporto di acidi grassi monoinsaturi, nell'ambito di una dieta bilanciata, si associa ad una riduzione della mortalità sia cardiovascolare che non cardiovascolare. Sia gli acidi grassi monoinsaturi che i polinsaturi della serie Ω 6 hanno effetti benefici su molti fattori di rischio cardiovascolare. Gli acidi grassi Ω 3 e, più in generale il consumo di pesce, si associano ad una riduzione della mortalità cardiovascolare. Un aumentato consumo di pesce e/o un apporto di acidi grassi Ω 3 riducono la mortalità cardiovascolare in soggetti con pregresso infarto del miocardio.